Sono abbastanza intelligente?

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L’importanza di un giusto equilibrio tra intelligenza razionale e intelligenza emotiva.

 

In quanto esseri razionali, da sempre, tendiamo ad associare l’intelligenza alla capacità di risolvere i problemi. Fin dai primi anni della scuola veniamo abituati a pensare in questo senso: chi prima e meglio risolve quella complicata operazione matematica o chi, prima degli altri, risolve un quesito di tipo logico… è il più intelligente. Lo è, senza alcun dubbio, ma solo di un certo tipo di intelligenza: di quella cioè che viene chiamata l’intelligenza razionale, misurabile attraverso il Quoziente Intellettivo (QI).

Se ci fermiamo a questo, però, neghiamo una parte fondamentale di noi esseri umani, forse più importante dei valori che possiamo ottenere ai test d’intelligenza razionale. Non siamo, forse, come gli animali, in grado di sentire e provare emozioni? Non ci capita a volte di essere sopraffatti da queste a tal punto che, in determinate circostanze, la nostra ragione non può esserci di alcun aiuto?

È proprio così. Come, infatti, esiste un’intelligenza razionale, esiste anche un’intelligenza di tipo emotivo, ossia la capacità di comprendere le nostre emozioni e quelle degli altri. L’emozione è ciò che spinge ognuno di noi all’azione: la radice della parola stessa è il verbo moveo, che il latino significa muovere: e ciò è vero soprattutto se si osservano gli animali o i bambini.

Grazie agli studi scientifici condotti a partire dagli anni Settanta sul cervello e sulla plasticità neurale, è stato ormai appurato che ognuno di noi ha, in un certo senso, due cervelli, due diverse menti, e di conseguenza due diversi tipi di intelligenza: quella razionale e quella emotiva. Ma la cosa più importante è che il nostro modo di comportarci non dipende solo da una delle due intelligenze, ma da entrambe: anzi, in assenza di intelligenza emotiva sembra proprio che nemmeno il nostro intelletto razionale possa funzionare al meglio. Di conseguenza, solo se ci sarà una buona interazione tra intelligenza emotiva e intelligenza razionale, vi sarà un sano sviluppo dell’una e dell’altra; solo se vi sarà un’armonia e un equilibrio tra ragione ed emozione, tra mente e cuore, vi sarà per ognuno di noi la possibilità di vivere in modo consapevole, spontaneo e intimo.

 

Ma allora, che cosa significa esattamente essere intelligenti emotivamente? Come possiamo usarla al meglio?

Daniel Goleman è stato l’autore che meglio di altri ha parlato di intelligenza emotiva, contribuendo in modo fondamentale ad un vero e proprio cambiamento nel modo di pensare l’intelligenza. Goleman descrive l’intelligenza emotiva come la capacità di:

  • avere consapevolezza di sé: ossia la capacità di comprendere sé stessi, i propri punti deboli e i propri punti di forza;
  • autoregolarsi: ossia la capacità di pensare prima di agire, controllando le proprie reazioni;
  • essere empatici: ossia la capacità di comprendere gli altri, i loro punti di vista e le loro emozioni;
  • socializzare: ossia la capacità di relazionarsi e comunicare con gli altri.

Si tratta, come sostiene Goleman, di una capacità insita in ognuno di noi, che può essere sviluppata e perfezionata, così da migliorare il modo in cui ci rapportiamo a noi stessi, agli altri e alla realtà che viviamo ogni giorno. Al contrario, può rimanere limitata e non permetterci di vivere completamente appieno la nostra vita, soprattutto nel rapporto con gli altri.

 

Ma dove impariamo queste abilità? Chi ci insegna a leggere e a riconoscere le nostre emozioni fin da quando siamo piccoli?

La prima scuola, la prima ‘palestra’, in questo senso non è certo fuori dal nido familiare, al contrario: ‘è nella vita familiare’, scrive Goleman ‘che apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva. È nell’intimità familiare che impariamo come dobbiamo sentirci riguardo a noi stessi e quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti; che cosa pensare su tali sentimenti e quali alternative abbiamo per reagire; come leggere ed esprimere speranze e paure. L’educazione emozionale opera non solo attraverso le parole e le azioni dei genitori, ma anche attraverso i modelli che essi offrono al figlio mostrandogli come agiscono i propri sentimenti e la propria relazione coniugale. Alcuni genitori sono insegnanti di talento, altri un vero disastro’.

Auguro ad ogni bambino di avere genitori intelligenti emotivamente, oltre che razionalmente, perché questo è il più bel regalo che possa mai ricevere da chi gli ha donato la vita.

Ilaria Artusi
L'autrice: Ilaria Artusi
Psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Breve Strategica, training autogeno ed autoipnosi. Svolgo attività di consulenza clinica, sostegno psicologico e psicoterapia rivolta al singolo, alla coppia e alla famiglia. Tengo cicli di incontri di divulgazione psicologica rivolti a un pubblico di non specialisti.

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